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FRANCIOLI ORTODONZIA
Via L. Morandi, 106 50141 FIRENZE Tel. +39 055 410125 - Fax +39 055 4223423 |
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| Sito web: www:francioliortodonzia.com---------------E-mail: daniele@francioliortodonzia.com | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Daniele Francioli - Ha Conseguito la Qualifica Odontotecnica all'I.P.I.A. Leonardo da Vinci di Firenze nel 1979, e la Maturità Odontotecnica presso lo stesso Istituto nel 1980 Autore di oltre 40 pubblicazioni su Riviste Nazionali ed Internazionali Ha tenuto corsi e conferenze a livello Nazionale ed Internazionale Fondatore e Past-President dell'Associazione Nazionale di Tecnici Ortodontisti G.T.O. Iscritto all'albo dei consulenti tecnici (C.T.U.) in qualità di esperto per il settore Odontotecnico del tribunale di Firenze |
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Ciro Vitiello - Ha Conseguito la Qualifica Odontotecnica all'I.P.S.I.A. di Miano (NA) nel 1992, e la Maturità Odontotecnica presso lo stesso Istituto nel 1993. lavorativa in prestigiosi laboratori Ortodontici siti in |
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Elena Mancini - |
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L’evoluzione della cerniera per gli zoccolatori dei modelli in gesso:
la possibilità di funzionalizzare i bite e di appoggiare i modelli sulla base posteriore. |
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| di Daniele Francioli, Elena Mancini e Ciro Vitiello | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Introduzione
I modelli di studio negli zoccolatori in odontotecnica e/o ortodonzia consentono di trovare immediatamente e con facilità l’esatta occlusione dentale, ed inoltre hanno un aspetto estetico migliore che consente di essere presentato al paziente con risultati superiori. Da un punto di vista tecnico-clinico i modelli così montati ci permettono di avere un’ottima visione tridimensionale del caso in esame, di osservare la dentatura a riposo, di accedere alla visione della occlusione linguale, di identificare la classe dentale, di verificare i cambiamenti durante la riabilitazione protesica . |
I modelli gipsoteca montati negli zoccolatori ci permettono anche di osservare il quadro dentale dei progressi durante la cura ortodontica; infine consentono una facile archiviazione ed una documentazione ben presentabile, il tutto anche in riferimento alla direttiva CE 93/42 che prevede l’archiviazione della documentazione inerente il caso. Il modello da museo è sempre stato ritenuto un valido ausilio diagnostico, terapeutico, prognostico e di documentazione, ma troppo spesso i modelli in gesso vengono usati come unico metodo diagnostico anche se non sufficiente. Più correttamente essi dovrebbero essere considerati come uno degli strumenti validi per la corretta diagnosi, insieme alle radiografie, al tracciato cefalometrico, alle fotografie, ai dati anamnestici del paziente, a valutazioni specialistiche con il kinesiografo, l’elettromiografo, la pedana stabilometrica e quant’altro il clinico ritenga opportuno. |
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| Foto 1 - Preparazione del gesso sottovuoto |
Foto 2 - Colatura delle impronte
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Molti autori hanno contribuito alla realizzazione di metodi e tecniche per la costruzione di basi in plastica per i modello di studio, il metodo da noi utilizzato è quello degli zoccolatori universali “Nerio” della ditta Orthodontic di Castel S. Pietro Terme (Bologna). A questo tipo di zoccolatori abbiamo apportato una innovazione di collegamento denominata cerniera “Daniel”, realizzata da Daniele Francioli del laboratorio Francioli Ortodonzia (Firenze). La cerniera così realizzata consente ai modelli posizionati rispettivamente nel guscio superiore e inferiore di effettuare i movimenti mandibolari e di essere appoggiati sulle basi posteriori per effettuare i controlli occlusali. |
Le impronte devono risultare ben centrate, con una distribuzione uniforme dell’alginato, devono presentare una superficie liscia e dettagliata, priva di bolle e deformazioni. E’ bene ricordare che l’alginato è un idrocolloide irreversibile e deve essere perciò colato in gesso entro i primi trenta minuti dalla presa dell’impronta per evitare deformazioni e/o retrazioni, maggiore sarà il tempo, maggiori saranno le probabilità di imperfezioni. Nel caso non sia possibile colare i modelli nei tempi indicati è necessario conservare le impronte rilevate in alginato avvolte in una piccola quantità di cotone imbevuto di acqua, posizionate in appositi contenitori e collocate in un ambiente fresco, al fine di mantenere invariate le caratteristiche dell’alginato. La disinfezione delle impronte è un protocollo da applicare costantemente allo scopo di evitare contaminazioni con fluidi o sangue infetto. I modelli devono essere colati in gesso bianco possibilmente “classe III a” utilizzando dell’acqua demineralizzata, un miscelatore sotto vuoto (Plastermix), un apposito vibratore (Vibragess), la base dei modelli deve avere un’altezza sufficiente ad affrontare l’inserimento dentro le basi in plastica, infatti se troppo alti sarà necessario squadrarli con un’apposita squadramodelli (Topsquare), - i nomi dei macchinari fanno riferimento alla ditta Silfradent di S. Sofia (Forli). |
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Foto 3 - Preparazione della basetta superiore
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LE IMPRONTE E LA COLATURA DEI MODELLI
Per la corretta realizzazione di buoni modelli odontotecnici e/o ortodontici è necessario partire da delle buone impronte. L’impronta del cavo orale del paziente rilevata dall’Odontoiatra deve risultare più estesa possibile e ricca di dettagli. Il materiale più impiegato in ortodonzia e in protesi per ottenere delle buone impronte di studio è l’alginato. L’alginato deve essere preparato seguendo rigorosamente le istruzioni e le dosi indicate dalle case produttrici e stando attenti a non inglobare bolle d’aria, sia durante il riempimento del portaimpronte che durante l’inserimento nel cavo orale. |
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Foto 4 - Controllo della simmetria del modello.
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REALIZZAZIONE DEGLI ZOCCOLATORI
In commercio, gli zoccolatori Nerio si trovano con due tipi di basi preformate; una piccola e una grande, è importante durante la scelta assicurarsi che siano in grado di accogliere comodamente il modello. Iniziamo dalla basetta in plastica del modello dell’arcata superiore con i perni stabilizzatori in situ, inseriamo il modello e lo controlliamo con il piano livellatore, in caso risulti troppo alto è necessario squadrarlo fino a raggiungere un’altezza che permetta l’inserimento del livellatore nei perni stabilizzatori fino a far toccare l’asta determinatore sul piano di lavoro. |
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Foto 6 - Eliminazione eccessi di gesso.
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Si procede quindi a togliere il gesso in eccesso con un coltello da laboratorio, cercando di rimodellare la parte anatomica mancante del cavo orale, seguendo la morfologia del guscio in plastica. A questo punto non resta che attendere, un congruo periodo di tempo affinché il gesso raggiunga il corretto grado di indurimento per poi passare alla lisciatura con carta vetrata sotto acqua corrente, fino ad ottenere la forma voluta. Dopo aver posizionato in occlusione in modello inferiore con o senza la cera di masticazione, esso viene mantenuto in posizione mediante un elastico che avvolgerà sia lo zoccolo superiore sia il modello inferiore. |
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Foto 5 - Riempimento con gesso della basetta di plastica e appoggio modello superiore.
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A questo punto il guscio superiore va riempito con del gesso, sempre miscelato sottovuoto e vibrato, in modo da eliminare le bolle d’aria e creare una colata più densa rispetto alle colate che sono miscelate a mano libera. Iniziamo dal modello superiore che viene appoggiato sul gesso, centrandolo sul livellatore, inserito nei perni stabilizzatori, in rapporto alla linea mediana e alle linee orizzontali, viene spinto nel gesso fino all’altezza desiderata, quando cioè il determinatore occlusale anteriore è a contatto al piano di lavoro del banco, stando attenti a raggiungere anche un apprezzabile parallelismo tra il piano occlusale ed il livellatore. |
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Foto 7 - Lisciatura della base superiore sotto acqua con carta abrasiva.
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Inserire nello zoccolo inferiore i perni stabilizzatori, colare del gesso nella base dello zoccolo inferiore e inserire lo zoccolo superiore fino a raggiungere l’altezza predefinita dai perni. Come per la base superiore, dopo aver provveduto all’asportazione del gesso in eccesso e una prima modellazione delle superfici della base, togliamo l’elastico. L’elastico viene tenuto leggermente in estensione e poi tagliato a contatto con la superficie gessosa, questo affinché l’elastico rientri un poco all’interno del gesso. I fori degli elastici verranno a questo punto stuccati con del gesso e poi lisciati in modo uniforme con il resto della superficie. Appena il gesso avrà raggiunto il corretto grado di indurimento passeremo alla lisciatura con carta vetrata sotto acqua corrente. |
ETICHETTATURA DEI MODELLI
E’ possibile applicare sulle basi dei gusci delle etichette adesive con il nome del paziente, l’età e la data in cui è stata presa l’impronta, questo per poter archiviare i modelli e rintracciarli velocemente. E’ buona norma utilizzare delle etichette adesive con i dati necessari battuti a macchina. |
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Foto 9 - Realizzazione della base superiore.
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CERNIERE NIEL”
Infine introduciamo nei fori appositi dei gusci le nuove cerniere denominate “Daniel”, esse permettono come precedentemente accennato la possibilità di effettuare tutti i possibili movimenti della bocca: protrusione, retrusione, lateralità destra e sinistra, apertura e chiusura. Inoltre una volta realizzati alcuni dispositivi come ad esempio i bite, per mezzo di queste cerniere abbiamo la possibilità di funzionalizarli prima di inviarli ai nostri clienti. |
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Foto 8 - Posizionamento dei modelli in occlusione.
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INSAPONATURA DEI MODELLI
Dopo aver essiccato i modelli nell’essiccatore ortodontico (model dry), in modo da renderli più permeabili è possibile immergerli in una soluzione lucidante a base di sapone, questo per dare al gesso un aspetto lucido e resistente alla polvere. LUCIDATURA DEI MODELLI Dopo aver tolto i modelli dalla soluzione lucidante è importante infine togliere tutti i residui di sapone sotto acqua corrente, e lucidare i modelli con un panno asciutto fino ad ottenere un aspetto marmoreo. |
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Foto 10 - Eliminazione dell’elastico.
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CONTROLLO TECNICO
A questo punto l’odontotecnico, rimontato il dispositivo sugli zoccolatori avrà la possibilità di controllare, se richiesto, i vari movimenti che il paziente effettuerà in bocca, eliminando quindi, gli eventuali precontatti che i bite possono avere a livello occlusale. Questa fase di lavoro del tecnico al banco, permetterà di accorciare notevolmente i tempi di lavoro del clinico alla poltrona. |
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Una volta inserito correttamente il bite, il clinico passerà a controllare la dimensione verticale e i vari movimenti mandibolari con una carta articolare, togliendo gli eventuali precontatti. A questo punto il dispositivo è funzionalizzato e al paziente oltre alla conformità saranno date tutte le istruzioni e le indicazioni relative al suo caso. Infine lo specialista archivierà lo zoccolatore che con questo nuovo sistema di cerniere sarà più pratico sia per quanto riguarda l’archiviazione sia per quanto riguarda i controlli futuri. |
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Foto 11 - Lisciatura della base inferiore sotto l’acqua con carta abrasiva.
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CONTROLLO CLINICO
Per l’inserimento dei bite, normalmente non ci sono problemi, sia per quanto riguarda l’inserimento sia per quanto riguarda l’adattamento. Talvolta la resina è troppo aderente ai denti e il paziente ha difficoltà d’inserimento, per questo il medico ritoccherà con una fresa le superfici a contatto con i denti. |
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Foto 13 - Apertura dello zoccolatore.
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RIASSUNTO
Gli autori descrivono l’utilizzo di una nuova metodica lavorativa caratterizzata da un nuovo sistema di cerniera per gli zoccolatori denominato cerniera “Daniel”. Dalle prove fatte i vantaggi offerti da queste cerniere sono rilevanti sia dal punto di vista tecnico, sia da quello clinico. |
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Foto 12 - Zoccolatore ultimato con le cerniere “Daniel”
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| POSSIBILI MOVIMENTI CON LE NUOVE CERNIERE “DANIEL” | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Foto 16 - Movimenti di lateralità protrusiva e retrusiva.
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Foto 14 - Fase di apertura.
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Foto 17 - Particolare di un “Bite” montato sullo zoccolatore.
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| Daniele Francioli------Elena Mancini------Ciro Vitiello | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Foto 15 Movimenti di lateralità destra e sinistra | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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BIBLIOGRAFIA
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