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Cosimo Papadia
Già docente nella scuola di Milano, ricercatore ed autore di brevetti internazionali e di numerose pubblicazioni, ha curato per la Quintessenza Resh Editrice i libri: “Le metallo-ceramiche” di Yamamoto e “Gli attacchi individuali” di Geiger. I suoi testi sono: “La ceramica compressa su fusioni monoblocco per riprodurre forma e colore” e “Nuove Tecnologie Per Le Metallo Ceramiche“. Consulente scientifico e coordinatore di Congressi Nazionali Interdisciplinari, ha tenuto conferenze e corsi in varie parti d’Europa su metodiche di lavorazione da lui ideate, tra le quali il “metodo Ultrakeramic”. |
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Contenuto del Libro
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ATTUALITA’ IMPLANTOPROTESICHE
Dal Congresso Nazionale Interdisciplinare Ultrakeramic Lecce - Aprile 2001 |
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Le riabilitazioni implantari oggi sono considerate tra le più moderne soluzioni protesiche. Esse, però, sono legate alla prognosi degli impianti, in quanto vi è una sostanziale differenza tra pilastro naturale ed artificiale. Quest’ultimo, infatti, è a diretto contatto con l’osso e, quindi, è privo delle naturali rompi-forze del parodonto. Pertanto, nell’allestimento di qualsiasi tipo di protesi implantare, occorre un attento ed adeguato coordinamento sia clinico che protesico. |
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Sintetizzando si può sostenere che, prima di adottare qualsiasi metodica protesica, occorre tenere in debita considerazione:
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Il porta impronta “MS”, ( secondo Marcello Scolari ).
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Tutte basi essenziali, queste, per la salute degli impianti e per la buona riuscita di ogni riabilitazione implantoprotesica. Gli Autori di questo articolo confermano che, con una precisa duplicazione dei provvisori funzionali (una tecnica semplice e codificata, che fa parte del metodo Ultrakeramic), hanno ottenuto ragguardevoli successi nelle riabilitazioni su impianti alloplastici. |
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| CONCLUSIONE | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Si può concludere che nelle riabilitazioni su impianti (sia con travate estese che con intere arcate) è buona regola approntare una protesi diagnostica provvisoria ed utilizzare, successivamente, il riscontro funzionale occlusale ottenuto sul provvisorio, evitando così, in partenza, quei fenomeni di sovra e sotto-occlusione, che potrebbero compromettere lxintegrazione di qualsiasi tipo di impianto.
Il controllo precoce del manufatto, allestito con resine composite ma simile al ponte definitivo, permette al clinico di verificare la corretta funzione dei contatti occlusali, apportando, eventualmente, le naturali correzioni. Quando sarà stata definita la morfologia finale questa verrà duplicata in ceramica con un preciso protocollo di lavorazione (method Ultrakeramic ). |
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Presentazione di alcuni casi
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Presentiamo qui di seguito alcune immagini di soluzioni implantari su una travata, su un’intera arcata e su un mascellare con protesi totale. |
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Foto 1
Nell ’ immagine la sovrastruttura di ancoraggio su impianti TOCKSYSTEM ed il relativo ponte protesico . |
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Visione di impianti originali della
T O C K S Y S T E M . Una versatilità clinica che valorizza l’esigenza del risparmio osseo nel rispetto biologico (limitata consistenza delle creste, degli spessori, ecc.). |
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Foto 2 b
Il porta impronta ‘MS’ in una simulazione di laboratorio, dove si evidenziano i transfert legati con resina autoindurente. La successiva iniezione del silicone riempirà con precisione gli spazi esistenti tra mucosa ed MS . |
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Foto 2 - Visione dell’impianto di profondità TOKSYSTEM, con il minimo ‘consumo’ di volume osseo.
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Foto 4 - Visione nella cavità orale della travata implantare finita.
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Foto 3 - La struttura di una travata su impianti, allestita in resina per la prova funzionale, prima di essere duplicata in ceramica, secondo la metodica Papadia-Scolari.
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Foto 5 - Overdenture magnetico in edentulismo totale. Una travata di supporto su impianti, allestita su modello trasparente. I magneti ed i contromagneti permettono di compensare qualsiasi disparallelismo, per ancorare adeguatamente una placca totale superiore.
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Foto 6 - La protesi totale superiore, con notevole riduzione del palato, ancorata al supporto su impianti ( overdenture magnetica TOCKSYSTEM della foto 5 ) .
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Foto 7 - Un esempio di protesi provvisoria funzionale su impianti (arcata superiore ed inferiore). Il provvisorio diagnostico, a medio o a lungo termine, dall’esperienza maturata con l’analisi intraorale, è la premessa per allestire una congrua protesi definitiva su impianti. La morfologia occlusale, ottenuta dopo i relativi ritocchi funzionali, si riproduce in ceramica con il metodo Ultrakeramic.
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Foto 8 - Esempio di arcata superiore definitiva su impianti, riprodotta in ceramica con il metodo Ultrakeramic.
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Foto 9 -Cosimo Papadia e Marcello Scolari .
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Foto 10
- Visione di impianti ed attacchi
per una protesi superiore inamo-amovibile combinata. |
Foto 12
- Il caso precedente con la protesi
inamo-amovibile superiore in situ. |
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Foto 11 - Cosimo Papadia con il figlio Andrea
Lecce - Aprile 2001 / Congresso Interdisciplinare Ultrakeramic . Di lato Massimo Castiglia , realizzatore del sito : www.ultrakeramic.com |
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Foto 13
- Particolare della protesi
inferiore, rialzata per far visionare gli impianti. |
Foto 14 -
Un caso di protesi totale su
impianti di sostegno ( la protesi inferiore è stata rialzata per far notare gli impianti ). |
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| PUBBLICAZIONI | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Ultimi articoli pubblicati dagli Autori, nel corso dell’anno 2000:
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RELATORI
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PROF. DOTT. GIUSEPPE LOMURNO
Cattedra di Ortognatodonzia e Gnatologia presso la Clinica Odontoiatrica dell’Università di Perugia. Autore di numerose pubblicazioni internazionali. |
MARCELLO SCOLARI
Ricercatore ed inventore di varie metodiche. Autore di numerose pubblicazioni su riviste internazionali e relatore in diversi Congressi Interdisciplinari. Tiene corsi sulla gnatotecnica, sulle lavorazioni implantoprotesiche, l’estetica avanzata e la fotografia applicata al settore. |
COSIMO PAPADIA
Già docente presso la scuola di Milano. Ricercatore ed autore di brevetti internazionali, di pubblicazioni e di testi sulle metalloceramiche. |
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