![]() |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() |
I Ganci Sottoequatoriali | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| di Rosini Pierluca | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Pierluca Rosini
Titolare di laboratorio dal 1991 si specializza nella costruzione di protesi scheletrata seguendo corsi di aggiornamento con i migliori tecnici del settore. Fra i suoi maestri ricorda con piacere Mario Piertattini, che lo ha indirizzato e guidato nel mondo del fresaggio, e il suo Professore Luciano Trevigne. |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Sono denominati sottoequatoriali i ganci in cui il braccio ritentivo, completamente sottoequatoriali, raggiunge il sottosqauadro partendo dalla porzione cervicale del dente (Fig. 1). Alcuni dei loro componenti elementari presentano caratteristiche diverse rispetto ai ganci sopraequatoriali. Essi rappresentano il frutto di ricerche iniziate da Roach nei primi anni del'900 allo scopo di ottenere un risultato migliore dal punto di vista estetico e una diminuzione dei possibili danni sia ai denti pilastro sia alle creste edentule, favorendo così l'incorporazione della PPR. I ganci sottoequatoriali, raggiungendo il sottosquadro dal margine gengivale del dente, ed essendo perciò più facilmente "mascherabili", eliminano uno dei motivi più frequenti della mancata accettazione della PPR da parte del paziente: la visibilità del gancio. Altra importante caratteristica del gancio sottoequatoriale è di poter essere realizzato con una minor copertura dentale e gengivale. Rispetto al gancio sopraequatoriale, presenta infine un ulteriore vantaggio: altera minimamente il profilo dentale. I rapporti tra superfici linguale e vestibolare del dente e gengiva rimangono ottimali compatibilmente con la presenza sul dente di un elemento di ancoraggio extracoronale. |
I componenti elementari del gancio, descritti a proposito dei ganci sopraequatoriali, sono modificati. Il braccio ritentivo origina, dal connettore secondario che funge da ritenzione per la resina, decorre nel vestibolo e in corrispondenza del dente pilastro si ripiega di circa 90 gradi, incrocia il margine gengivale impegnandosi, con la sua estremità, nel sottosquadro del dente pilastro (Fig.2a/2b/2c). La parte terminale del braccio ritentivo, raggiunto il sottosquadro dalla porzione cervicale del dente, svolge un'azione di ritenzione differente da quella dei ganci circonferenziali, che avviene per trazione. La porzione ritentiva del gancio sottoequatoriale ha infatti un'azione a spinta (tripping action), con la conseguenza che la forza necessaria per l'inserzione risulta minore rispetto a quella che si deve applicare nella disinserzione. |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Foto 2a | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Foto 2b | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Foto 1 - Gancio sottoequatoriale: il braccio ritentivo raggiunge il sottosquadro della porzione cervicale del dente
|
Foto 2c | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
II contatto metallo-dente è minimo in quanto il braccio ritentivo entra in contatto con il dente pilastro solo tramite la sua parte terminale (Fig. 3), contrariamente al gancio sopraequatoriale il cui braccio ritentivo decorre lungo la parete del dente. La reciprocità può essere ottenuta con diverse modalità: 1) mediante un braccio reciproco sopraequatoriale che origina da un appoggio occlusale (Fig. 4); 2) mediante la placca linguale, quando si utilizzi questo tipo di connettore principale. In questo caso la porzione occlusale della placca entra in contatto con il dente pilastro al di sopra dell'equatore. In presenza di selle libere distali è poi necessario controllare che questa zona non frizioni troppo col dente durante i movimenti funzionali: il dente pilastro sarebbe sottoposto, in questo caso, ad un notevole stress (Fig.5); 3) mediante il connettore secondario e con la placca prossimale, nel caso in cui si utilizzi un appoggio mesiale. L'appoggio mesiale in quest'ultimo caso è unito ad un connettore secondario rigido. L'abbraccio di 180 gradi è pertanto discontinuo su 3 punti. Esso è sufficiente, anche se inferiore a quello continuo del gancio sopraequatoriale. |
Nel disegnare un gancio sottoequatoriale è bene seguire queste regole fondamentali: Il braccio ritentivo non deve mai attraversare un sottosquadro gengivale (bozze canine, frenuli), in quanto ciò comporterebbe una sua eccessiva vestibolarizzazione, con conseguente ristagno di cibo ed un'eventuale interferenza con la guancia (Fig. 6). La parte terminale attiva del braccio ritentivo deve essere prevista, nel rispetto del margine gengivale, nella zona più cervicale possibile per una miglior estetica e per diminuire l'effetto leva sul dente. La punta ritentiva deve essere orientata occlusalmente. Riassumendo, tutti i ganci sottoequatoriali presentano una configurazione base costituita da una placca prossimale, da un appoggio mesiale (collegato al connettore principale tramite un connettore secondario) e dal braccio ritentivo. I diversi tipi di ganci si differenziano principalmente per la forma dell'estremità del braccio ritentivo. |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() |
![]() |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Tipi di gancio sottoequatoriale a)--Gancio a T b)--Gancio a T modificato o ad L c)--Gancio a Y d)--Gancio a I I diversi tipi di ganci sottoequatoriali sono stati denominati in base alla forma della parte terminale ritentiva. Pertanto sono stati classificati a T, a T modificato o ad L, a Y, a I e a forma di varie altre lettere dell'alfabeto (Fig. 7). La forma della parte terminale non è di estrema importanza. Essa deve, in ogni caso, essere funzionalmente e meccanicamente efficace, ricoprire la minima superficie dentale ed essere il meno visibile possibile.Il gancio a T e quello a Y sono spesso usati in modo non corretto, in quanto si ritiene erroneamente che aumentando l'area di contatto si possa ottenere una maggior frizione e ritenzione. In realtà solo la porzione che si impegna nel sottosquadro deve considerarsi ritentiva; la parte rimanente è pertanto superflua dal punto di vista della ritenzione. La sua presenza è legata all'unico scopo di migliorare l'abbraccio. |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Foto 3 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Foto 4
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Foto 6 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() |
![]() |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Foto 5 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Foto 7 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Il gancio a T(Fig. 7a) Presenta la parte terminale composta da due porzioni orizzontali, una distale che si impegna nel sottosquadro e l'altra mesiale sopraequatoriale che aumenta l'abbraccio. Viene utilizzato su denti pilastro che abbiano un andamento orizzontale dell'equatore. Il gancio a Y (Fig. 7b) Ha le stesse caratteristiche del gancio a T con le porzioni orizzontali unite ad angolo. Viene utilizzato su denti pilastro che presentano un equatore ad andamento curvo con concavità massima nella parte mediana della faccia vestibolare. Il gancio a L (Fig. 7c) Differisce dai precedenti poiché manca della porzione terminale mesiale sopraequatoriale, la quale viene eliminata quando l'abbraccio corporeo raggiunge, anche senza di essa, i 180 gradi: con questo tipo di gancio si ottiene un miglior risultato estetico, si altera minimamente il profilo dentale e viene diminuito il contatto metallo-dente. I ganci sottoequatoriali descritti sfruttano il sottosquadro distale (quello adiacente alla cresta edentula) e possono essere utilizzati sia in presenza di selle libere die in presenza di lacune intercalate. Il gancio a I (Fig. 7d). É il gancio sottoequatoi iale classico ed è stato sviluppato nelle sue caratteristiche funzionali da Kratochvil agli inizi degli anni '60 . Rappresenta il frutto delle sue ricerche sullo stress sia sul dente pilastro che sulle creste edentule esercitato dalla protesi rimovibile ad estensione distale durante la funzione. Attualmente il gancio a I viene universalmente accettato ed utilizzato nella configurazione cosiddetta I-Bar. Esso è costituito da tre elementi: I-Bar, Mesial Rest, Proximal Plate. I-Bar: È il braccio ritentivo, che deve essere posizionato a livello della massima curvatura del dente, il più vicino possibile al centro della superficie vestibolare (linea mediana) (Fig. 8). La sua sommità va posta all'equatore della corona anatomica mentre la sua area di ritenzione impegna un sottosquadro di 0,25 mm di profondità (Fig. 9). |
L'I-Bar, per raggiungere la zona cervicale del dente, deve incrociare ad angolo retto la gengiva marginale, ed essere posto ad almeno 2 mm da essa. La porzione verticale del braccio ritentivo, per una corretta flessibilità, deve essere lunga almento 5 mm (Fig. 10a e 10b). |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() |
![]() |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Foto 10a
|
Foto 10b
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Mesial Rest: costituisce l'appoggio che, unito al connettore principale tramite un connettore secondario, è mesiale rispetto all'estremità ritentiva dell'I-Bar, anteriorizzando così l'asse di rotazione (Fig. 11). |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Foto 11
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() |
![]() |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() |
![]() |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Foto 12a
|
Foto 12b
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Foto 8
|
Foto 9
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Proximal Plate: o placca prossimale è prevista in corrispondenza di un piano guida che deve essere preparato sulla superficie distale del dente pilastro fino a raggiungere la giunzione dente-tessuto. Il piano guida viene interamente ricoperto dalla placca prossimale che si estende orizzontalmente per circa 2 mm. in contatto con la gengiva (Fig. 12a-12b). |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Parte seconda | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||