I ganci sottoequatoriali
Parte seconda

Kratochvil pone l'accento su tre effetti basilari del disegno dell'I-Bar sulle strutture residue:

1) l'effetto della rotazione, determinata dalla posizione mesiale dell'appoggio occlusale, sul dente pilastro e sui tessuti molli e duri;

2) l'effetto del disegno del gancio sui tessuti molli e duri;

3) l'effetto del contatto metallico sulla giunzione dente-mucosa.

Prendiamo in considerazione questi tre aspetti:

1) Il collocamento distale dell'appoggio sul dente pilastro ha un effetto dannoso sulla cresta edentula e sul dente pilastro. La posizione distale dell'appoggio ha infatti come conseguenza un movimento della base protesica lungo la mucosa molto obliquo (un arco quasi orizzontale) (Fig. 13).

La collocazione dell'appoggio in sede mesiale tende invece ad inclinare il dente pilastro mesialmente (Fig. 16). Questo movimento viene in parte annullato dal dente adiacente e l'effetto a chiave inglese viene ridotto al minimo.

2) In protesi, l'anatomia e il profilo del dente naturale devono sempre essere per quanto possibile rispettati, in quanto indispensabili per la salute dei tessuti di sostegno che lo circondano. Quando viene utilizzato un gancio circonferenziale il profilo del dente pilastro è alterato (Fig. 17).

Foto 16 Foto 17

L'interferenza con il naturale scorrimento del cibo sulla superficie del dente e sulla gengiva determina una perdita della stimolazione fisiologica indispensabile per la salute della gengiva. Questi aspetti negativi si riducono con l'utilizzo dell'I-Bar".

3) La zona di giunzione tra dente ed area edentula deve essere particolarmente rispettata onde evitare recessioni, irritazioni gengivali, ristagno di cibo, carie e riassorbimento osseo. La superficie distale del dente nell'I-Bar deve essere ricoperta da una sottile placca prossimale che ha un contatto di almeno 2 mm con la mucosa (Fig. 18).

Foto13

In questo caso la mucosa adiacente alla superficie distale del dente non viene sottoposta ad un carico assiale, ma viene compressa con conseguente danno tissutale. Collocando l'appoggio sul dente mesialmente l'arco di movimento della base protesica cambia. La direzione del movimento risulta essere più perpendicolare alla mucosa in ogni zona (Fig. 14).

Foto 18

In questo modo la giunzione dente-tessuto verrà ricoperta, in maniera ottimale senza vuoti, dal metallo e non dalla resina; ciò facilita la detersione ed elimina il pericolo di ipertrofia gengivale, data la miglior biocompatilità del metallo. Gli effetti del disegno sulle strutture residue sono stati studiati da Kratochvil, Thompson e Caputo. La ricerca è stata eseguita "in vitro" su un modello fotoelastico di una prima classe di Kennedy inferiore in cui erano presenti tutti i denti anteriori ed i primi premolari. Il modello è stato costruito usando tre tipi diversi di materiale plastico fotoelastico: un tipo per i denti comprese le radici, un secondo tipo per il legamento parodontale per uno spessore approssimativo di 0,2 mm, ed un terzo tipo per le creste edentule. Le corone cliniche dei denti pilastro presentavano un sottosquadro non superiore a 0,25 mm. Su tale modello sono state confezionate 7 strutture metalliche, ognuna delle quali presentava un tipo di ritenzione diversa. Le basi in resina sono state confezionate in modo da lasciare uno spazio di 2 mm tra esse e le strutture di supporto. Tale spazio è stato riempito con silicone da impronta per simulare la resilienza della mucosa. Una barra metallica è stata quindi collocata sulle basi in resina simulanti il piano occlusale, nella regione della cuspide mestale del primo molare. Il centro della barra è stato caricato con un peso di circa 30 kg. Ogni PPR è stata sottoposta per 3 volte al medesimo test: il primo per orientare e valutare visivamente i risultati, il secondo per registrarli su pellicola in bianco e nero, il terzo su pellicola a colori. I risultati hanno dimostrato che la PPR con il gancio I-Bar o comunque con un gancio ad appoggio mesiale concentra lo stress vicino alla sommità della cresta. Gli stress interni radicolari sono uniformi e tendono a concentrarsi sulla superficie mesiale. Le strutture di sostegno del dente pilastro (premolare) rivelano uno stress apicale con un'estensione all'apice del canino. L'entità dello stress è in ogni punto minima (Fig. 19).

Foto 14

Il carico che ne deriva è pertanto meno dannoso per cui i tessuti di sostegno manterrano più a lungo la loro integrità. L'appoggio distale, inoltre, per un effetto a chiave inglese, tende a far inclinare il dente pilastro distalmente con conseguente perdita di osso e ipermobilità dentale (Fig. 15).

Foto 15
Foto 19

Questo inconveniente può essere ovviato con la coronoplastica se possibile o con un restauro metallico.

b) linguale, che ha come conseguenza un sottosquadro insufficiente o addirittura assente (Fig. 22). L'unica soluzione possibile, volendo adottare un gancio sottoequatoriale, in questo caso è costituita dal restauro metallico.

c) mesio-distale, che crea difficoltà nella preparazione dei piani guida la cui realizzazione talvolta diventa impossibile (Fig. 23).

Nel caso di un gancio con appoggio distale (gancio circonferenziale semplice) lo stress si estende, invece, in modo uniforme posteriormente lungo la cresta edentula. Lo stress è concentrato a livello delle superfici mesiale e distale della radice del premolare, fatto che indica torsioni interne radicolari. Le strutture di supporto sono particolarmente interessate apicalmente alla radice del premolare. L'area di stress si estende fino al terzo apicale della radice del canino (Fig. 20).

Foto 21
Foto 20
Foto 23

L'I-Bar rappresenta, quindi, la configurazione elettiva nel caso di selle libere distali.

La configurazione dell'I-Bar e dei ganci sottoequatoriali presenta pertanto

nei confronti dei ganci sopraequatoriali alcuni vantaggi, costituiti da:

a) possibilità di ottenere un miglior risultato estetico,

b) un minor contatto metallo-dente,

e) un diminuito stress sul dente pilastro,

d) una miglior distribuzione e verticalizzazione delle forze sulle creste edentule,

e) una minima alterazione del profilo dentale e quindi una miglior autodetersione.

Gli svantaggi sono rappresentati da:

a) difficoltà di progettazione,

b) difficoltà di costruzione del gancio.

A questo proposito, durante la costruzione del gancio, particolare attenzione deve essere prestata nelle fasi di ceratura e di rifinitura. Le parti metalliche del gancio che entrano in contatto col dente devono essere costruite con precisione, altrimenti il contatto metallo-dente verrebbe diminuito ulteriormente con conseguente perdita di ritenzione e stabilità. Un ulteriore svantaggio rispetto ai ganci sopraequatoriali è costituito dal maggior numero di condizioni che ne sconsigliano l'adozione. Le limitazioni nell'applicazione dell'I-Bar (che sono, a grandi linee anche quelle dei ganci sottoequatoriali in generale) sono costituite:

1) dall'inclinazione dei denti pilastro

2) dalle alterazioni morfologiche tissutali

3) dall'inserzione anomala dei frenuli.

1) L'inclinazione dei denti pilastro può essere:

a) vestibolare con un sottosquadro eccessivo che avrebbe come conseguenza una posizione della punta ritentiva a livello del terzo occlusale; il braccio ritentivo risulterebbe troppo distanziato dalla mucosa e dal dente, favorendo così il ristagno di cibo (Fig. 21).

Foto 22

In queste condizioni è necessario ricorrere al restauro metallico oppure, se gli altri ganci dello scheletrato in esame nel loro insieme presentano già un'ottima ritenzione e stabilità, preparare il piano guida solo a livello della parte più occlusale ed ottenere il contatto tra la placca prossimale e la mucosa in un tratto lontano dalla giunzione dente-tessuto per preservare tale zona da fenomeni infiammatori (Fig. 24).

Foto 24

2) Le alterazioni morfologiche tissutali sono costituite da:

a) un sottosquadro tissutale che non può essere attraversato dal braccio ritentivo: questo risulterebbe infatti troppo distanziato dalla mucosa creando così una zona di ricettacolo per il cibo ed un'interferenza con la guancia. Se si deve utilizzare un gancio di questo tipo è necessario ricorrere ad un intervento chirurgico per eliminare il sottosquadro.

b) un deficit di gengiva aderente, la quale deve essere almeno di 3 mm, per evitare la formazione di ulcere a livello della mucosa alveolare. In questi casi, volendo usare un gancio a I, è necessario aumentare la gengiva aderente con un innesto gengivale libero o un riposizionamento apicale.

3) L'inserzione anomala di frenuli può anch'essa impedire la realizzazione della porzione verticale del braccio ritentivo che deve avere una lunghezza di almeno 5 mm. In questi casi, volendo utilizzare un gancio sottoequatoriale, è necessario ricorrere alla frenulotomia o alla frenulectomia o all'innesto gengivale libero.