SECONDA PARTE: "COSTRUIRE UNA GALVANO".
Redazionale curato da Franceschi Simone

Quando pensiamo ad una ceramica su struttura galvanica dobbiamo mettere da parte alcuni concetti da sempre validi nella costruzione di una metal-ceramica in cui la struttura metallica, nella sua conformazione, supporta il materiale estetico.

Nel concetto della galvano-ceramica è la ceramica stessa a supportare il metallo.

La preparazione del modello master può essere realizzata con i più comuni sistemi attualmente in uso bisellando il moncone in gesso con la tecnica in uso per la comune protesi fissa.

Procediamo alla chiusura degli eventuali sottosquadri, e difetti eventuali del mocone con l'apposita cera GRAMM ed applicheremo la lacca spaziattrice per 2 volte fino a circa 1 mm. dal margine per creare lo spazio per il cemento.

Siamo ora pronti per duplicare il moncone su cui dovrà avvenire il processo di formazione galvanica:

duplichiamo il nostro moncone con un silicone estremamente preciso e coliamo con un gesso extraduro di classe IV (rigorosamente naturale per facilitare il successivo scioglimento in fase di estrazione della cappetta) lo stampo risultante.

Separate il duplicato dal silicone con estrema attenzione per non scheggiare i bordi delle eventuali chiusure.

Fresate il moncone alla base il più possibile, dando alla base stessa una forma arrotondata per facilitare la fuidodinamica del bagno. Forate il moncone con l'apposita fresa creando in foro di 1 mm al disotto dell'estremità della preparazione.

Incollate con adesivo a presa rapida il lato del filo di rame rivestito da isolante. La superficie della parte non rivestita del filo di rame deve essere perfettamente lucida. Qualora siano presenti tracce di ossidazione dobbiamo necessariamente eliminarle con l'aiuto di un pezzetto di carta abrasiva (ricordiamoci che i fili di rame sono monouso!!!).

Per stabilire un contatto elettrico, occorre rimuovere circa 1 mm. del rivestimento isolante sul lato anteriore del filo di rame nel punto in cui questo fuoriesce dal moncone di gesso. La superficie di rame scoperta non dovrà essere superiore a 0,3 mm.

Applicheremo, dopo aver agitato bene la confezione, la lacca d'argento, che servirà da conduttore: con l'apposito pennello applichiamone un sottile strato sulla superficie da galvanizzare, prolungando l'applicazione sul filo di rame scoperto. La sezione scoperta deve necessariamente essere ricoperta dalla vernice d'argento.

Dopo cira 60 minuti la lacca sarà asciutta.

Inseriremo adesso il moncone nella testa galvanica facendo attenzione a posizionarlo in maniera che non tocchi il bicchiere e che sia parallelo alla base.

Siamo pronti per la galvanizzazione...... ma la quantità di oro da usare???????

Il volume del bagno, ovvero la quantità di oro, sarà colcolata in funzione della superficie che dovrà essere ricoperta.

Sul modello fornito dalla Ditta GRAMM sono riportate alcune indicazioni standard, mentre sulla base sono incisi i valori relativi alla quantità di oro da utilizzare. Un'eventuale leggera differenza nella determinazione della quantità di oro è generalmente nell'ordine di percentuali minime, tanto che la differnza di spessore derivante è in linea di massima esigua, sia in eccesso che in difetto.

Per determinare il volume totale del bagno da utilizzarsi quando di desiderano galvanizzare più pezzi in un unico ciclo, occorre sommare la quantità d'oro necessaria per ciascun pezzo e la risultante di tale somma sarà il valore da digitare sul display GRAMMAT: quest'ultimo ci indicherà la quantità di ECOLYT SG 100 (il bagno aureo) e di ACTIVATOR 100 (attivatore del bagno) necessarie per la relativa lavorazione.

Nella fase di preparazione della testa galvanica dovremo sincerarci che i fili di rame non siano ossidati e che siano inseriti negli spinotti posizionati nella parte superiore della testa galvanica.

Legenda per il posizionamento degli elementi sulla testa galvanica:

1) Assicurarsi che gli elementi risultino immersi completamente ed evitare di scuotere il bicchiere e di creare turbolenze facendo toccare le pareti di vetro ai monconi in gesso.

2) Disporre gli elementi nella testa galvanica, facendo in modo che siano ben distribuiti.

3) Gli elementi dovranno risultare ad una distanza minima di 15/20 mm. dall'anodo, Qualora il bagno d'oro abbia un volume molto limitato, dovrà esere rispettato il limite volumetrico superiore.

4) Gli Inlay dovranno essere posizionati con un'angolazione di 45° circa rispetto al flusso.

5) I ponti ed i bloccaggi devono essere appesi con la superficie da galvanizzare rivolta orizzontalmente verso il basso e posizionati in senso trasversale rispetto al flusso.

6) Le superfici occlusive di grandi dimensioni devono essere inclinate verso il flusso.

7) Tutti i pezzi devono essere completamente sommersi dal liquido durante la lavorazione, tenete presente che alla partenza del motore l'agitatore magnetico, girando, creerà un cono al centro del bagno.

Finito il processo di galvanizzazione possiamo estrarre la testa galvanica dal bagno d'oro e risciaquarla sotto acqua corrente. Servendosi di un paio di cesoie stacchiamo i pezzi riprodotti in oro e sfiliamo i fili di rame dal lato superiore della testa galvanica facendo asciugare quest'ultima tramite evaporazione.

Estraiamo delicatamente il filo di rame dal pezzo riprodotto in oro, e dopo aver immerso il moncone nell'apposito solvente rimuoviamo il gesso con l'aiuto degli ultrasuoni.

Occorre in seguito eliminare completamente la vernice conduttiva d'argento dall'interno della nostra galvano con l'aiuto di acido nitrico (HNO3) diluito in ultrasuoni per evitare che gli eventuali residui d'argento vadano a diffondersi nell'oro puro al momento delle cottura della ceramica. Gli eventuali residui d'argento possono produrre variazioni di colore, una volta che la corona sarà nel cavo orale.

Dobbiamo adesso togliere gli eccessi di galvanizzazione dalla nostra cappetta servendoci di microscopio e gommina bianca siliconica da ceramica.

Sabbiamo adesso il pezzo elettroformato con biossido di alluminio 50 micron a 2 bar evitando, naturalmente, di utilizzare sabbia di recupero e controlliamo il tutto sul modello master.

Vaporizziamo il manufatto per poi immergerlo in alcool (etanolo) per circa 2 minuti lasciandolo asciugare all'aria senza usare aria compressa.

Prima di procedere alla copertura estetica della cappetta galvanica dobbiamo applicare un leggero strato dell'apposito prodotto GALVANOBONDER GRAMM avendo cura di mescolarlo bene prima di applicarlo sulla cappetta stessa.

Dopo aver fatto asciugare il bonder per circa 10/15 minuti all'aria procederemo all'asciugatura in forno a 540°C a camera aperta per almeno 10 minuti per poi cuocerlo a 950°C impostando la velocità di salita tra i 50 e i 60°C al minuto senza vuoto e senza mantenimento.

E' consigliabile effettuare un raffreddamento lento.

Il rivestimento estetico-ceramico avverrà in maniera tradizionale e sopratutto sarà possibile utilizzare qualsiasi tipo di ceramica indipendentemente dal suo coefficiente di dilatazione termica.

TECNICA DEI BLOCCAGGI

Eseguite la duplicazione con il metodo convenzionale e colate in gesso lo stampo ottenuto.

Non appena il gesso sarà indurito separatelo dal silicone e fresate i monconi dandogli una forma ad U in modo tale da ottenere un varco sufficientemente ampio per il passaggio dei liquidi.

Al disotto dell'estremità della preparazione eseguite il foro per la creazione del contatto e fissate il filo di rame.

In seguito create il bloccaggio degli elementi con l'apposita cera, stendete la vernice conduttiva d'argento e procedente con la galvanizzazione.

TECNICA DEI PONTI

Eseguite la duplicazione con il metodo convenzionale e colate in gesso lo stampo ottenuto.

Create l'elemento intermedio con l'appoggio prossimale ad anello o a cavaliere sulla superficie del moncone master e collocatelo sul moncone di lavoro ( attenzione: il valore WAK della lega di fusione dell'elemento intermedio dovrà corrispondere a 14,2 x 10 1/K ). Una volta completata la lavorazione dell'elemento intermedio ricordarsi di pulire adeguatamente con alcool.

Fresate i monconi a U e incollate il filo di rame nei foro di connessione in entrambi i lati anche se solo uno dei fili fungerà da contatto mentre l'altro avrà la funzione di stabilizzatore.

Applicate la vernice conduttiva d'argento prolungando l'applicazione sul filo di rame scoperto e soprapponete l'elemento intermedio a vernice ancora fresca.

L'elemento intermedio non dovrà essere verniciato e qualora fossero presenti fessure chiuderle con cautela con la vernice conduttiva.

Quando la vernice risulterà asciutta (minimo 60 minuti), piegare ad angolo retto il filo di rame e procedera alla galvanizzazione.

TECNICA TELESCOPICA

Modellate la telescopica primaria in modo convenzionale fresando con un'angolazione a 0°. L'angolo d'inclinazione non deve seperare i 2° ed è consigliabile eseguire un gradino di scanalatura.

Colate poi del gesso all'interno della telescopica primaria ed una volta indurito fresatelo in modo tale che rimanga lo spazio sufficiente per fissare il filo di rame.

La vernice d'argento, una volta stesa, fungerà da agente isolante e faciliterà il distacco della telescopica secondaria galvanizzata.

Onde evitare una galvanizzazione eccessiva, ricoprite con cera galvanica il tratto di giunzione tra telescopica primaria e gesso ed eseguite la galvanizzazione.

Dopo aver rimosso la vernice conduttiva d'argento, qualora il bordo risultasse 2 sovra-contornato" potete rifinirlo con il disco al silicone senza nessun altro trattamento supplementare.

A questo punto, i pezzi secondari realizzati tramite elettrodeposizione galvanica possono essere inseriti, senza esercitare alcuna tensione, in una struttura terziaria: A tale scopo, si dovrà provvedere a condizionare la superficie che deve essere incollata. E' possibile adottare i seguenti procedimenti:

1) Trattamento con silano

2) Trattamento con acrilato

3) Procedimento IC

E' anche possibile incollare il pezzo secondario alla struttura terziaria utilizzando adesivi conpositi.

Tra il pezzo secondario e la struttura terziaria deve essere presente uno spazio sufficiente per il materiale adesivo.

Per ottenere una giunzione ottimale non dovrebbe invece essere presente nessuna spaziatura.

Per consentire la fuoriuscita dell'adesivo eccedente, la struttura terziaria deve essere dotata di un numero sufficiente di "scanalature di efflusso". L'uso di materiali adesivi fliudi costutuisce senz'altro un irrinunciabile vantaggio.

Documentazione fotografica di un caso clinico
Fotografie di casi clinici